I ROGHI DI BAMBINI ROM e L’EMERGENZA SOCIALE NEGATA sul territorio pisano

Il 6 febbraio quattro bambini di etnia rom sono stati uccisi a Roma dalla miseria in cui sono stati costretti a vivere, in un campo fatto di baracche di legno e lamiera.
Il sindaco di Roma e i politicanti della destra se la prendono con i campi rom, gli stessi contro i quali la camorra, nel napoletano, ha usato armi e bottiglie incendiarie, gli stessi campi che a Roma sono stati bersaglio di aggressioni e incendi da parte di bande fasciste, da campagne di odio nel Nord da parte della Lega.
Anni di violenze, di sgomberi, di emarginazione fino al tanto decantato Piano Nomadi, che affronta le questioni sociali come questioni di ordine pubblico.
La morte dei quattro bambini è stata utilizzata dal sindaco di Roma Alemanno, per chiedere soldi e poteri speciali, utili a rimuovere tutti i campi rom per rinchiuderne gli abitanti in container o in baracche chiamate case.
Come avvoltoio si è precipitato sulla tragedia annunciata per invocare
leggi di emergenza e poteri speciali, per una risposta repressiva al fenomeno immigrazione.
Negli ultimi anni molti bambini rom non sono andati a scuola perchè i
programmi sociali loro destinati sono stati ridimensionati.
A Pisa la morte dei bambini di Roma ha offerto il pretesto al sindaco per invocare lo sgombero degli insediamenti abusivi rom, omettendo il particolare che gran parte dei campi rom, abusivi e non, si trovano in condizioni di miseria, degrado e sporcizia, nel disprezzo delle più elementari norme igieniche.
Filippeschi chiede soldi e rivendica il “patto di Pisa citta sicura”, per questo reclamando più forze di polizia.

Non si può non cogliere nelle parole del democratico Filippeschi e in quelle dell’ex missino Alemanno un tratto in comune, quello della invocazione della militarizzazione del territorio, che costituisce la ricetta a cui affidano il tema della sicurezza, mentre fanno finta di dimenticare che la pluridecennale politica dei campi nomadi ha creato solo miseria, insicurezza, discriminazione, segregazione.

L’Italia è stata richiamata da organismi internazionali al rispetto dei diritti umani nel caso dei rom e dei sinti. E’ negato a loro, e a tanti altri cittadini, italiani e migranti, il diritto all’abitare, a vivere in condizioni umane e con diritti civili e sociali.
Senza questi diritti non c’è umanità, non c’è giustizia sociale, ma solo violenza, sopraffazione e razzismo.
Lo sgombero ormai imminente del campo delle Bocchette a Pisa non cancella il cosiddetto problema rom, perché lo sgombero non può rappresentare la soluzione di niente.
Al sindaco di Pisa, che si vanta di essere a capo di un’amministrazione efficiente (viene a mente il presidente del consiglio che vanta il suo governo come il “governo del fare”!), viene da chiedere cosa essa stia facendo per affrontare l’assenza di posti letto per le centinaia di cosiddetti “barboni” che vivono nell’area della stazione, spesso a dormire su vagoni e binari in disuso.
Esiste una emergenza sociale e civile a Pisa e il sindaco la nega.
E’ il caso che si cominci a praticare una politica che la smetta con la logica della negazione dei diritti elementari, fatta di sgomberi, di tagli indiscriminati ai servizi rivolti a chi versa in condizioni di estremo bisogno, fatta di cinismo, fatta di razzismo.

Osservatorio sul fascismo Pisa

per l’Osservatorio
Federico Giusti
Marcello Pantani

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