Cosenza, in centinaia denunciano il tesseramento “Sel….vaggio”


“Guerra a sinistra”, “Il mistero degli iscritti”, “Tesseramento Sel…vaggio”. I giornali di Cosenza si stanno sbizzarrendo per raccontare la storia della locale federazione di Sel. «Una storia solo cosentina», assicura a Liberazione Francesco Gaudio, consigliere comunale eletto col Prc e transitato dopo Chianciano nel movimento vendoliano. A spulciare bene anche nel Lazio, in quello stesso partito, c’è chi riconta le tessere in vista del congresso nazionale e la storia recente, al congresso di Chianciano dopo lo choc elettorale, ha già registrato tesseramenti record, superiori al numero degli elettori, in città certo non rosse come Reggio Calabria o Caltanissetta.
Torniamo a Cosenza dove ieri 250 iscritti a Sel hanno diffuso una lettera aperta per denunciare l’«illegittimità del percorso congressuale» nella città che solo una manciata di anni fa sembrava un laboratorio per la sinistra e che ora detiene un altro record. Qui Sel può vantare la cifra record di 1700 iscritti, seconda in termini assoluti solo ai tesserati di Roma e Napoli e a pari merito con la “capitale” Bari. Ma, per rapporto con gli abitanti, qui c’è la maggiore densità di iscritti di tutta la penisola.
Ora si racconta che questo record sia frutto di un’Opa con la regia occulta di un dirigente nazionale.
«Negli ultimi tre mesi avevamo registrato movimenti consistenti verso da parte di un’area che fa capo all’allora segretario Prc Angelo Broccolo (che farà il salto della quaglia a giugno) e al consigliere regionale Ferdinando Aiello (quello del famigerato concorsone alla Regione Calabria).
In pratica si tratterebbe di un patto di reciproco sostegno, nei rispettivi congressi, tra quelle aree e pezzi della Cgil locale. Regista, prima occulto, poi palese, Gennaro Migliore, secondo i firmatari dissidenti che volantineranno le loro ragioni tra i congressisti che convergeranno a Firenze nel week end. Secondo la ricostruzione, il 23 maggio Migliore, della segreteria nazionale, scende a Cosenza in gran segreto. Broccolo e Aiello fanno parte della riunione ed è lì che, probabilmente, s’è deciso il transito a Sel che Broccolo ufficializzerà poco dopo con quadri e dirigenti del Prc e con Mario Melfi, consigliere provinciale Pd, sindaco di Amendolara, da sempre democristiano, osservanza Loiero. La versione ufficiale, sostenuta nella conferenza stampa, dove Migliore ci mette la faccia, è «che l’unità a sinistra oggi la fa Sel». Le trattative però si sono svolte alle spalle di chi aveva investito già dopo Chianciano nella formazione erede dell’Arcobaleno al punto che gli ex di Rifondazione – quando apprendono dai giornali della calata di Migliore – iniziano a sospettare che sia un’operazione per accaparrarsi un simbolo «che oggi pare piuttosto attraente».
Passa l’estate, si avvicina il termine del 25 settembre per il tesseramento congressuale, «e succede di tutto», riprende Gaudio, insegnante di 45 anni: spostamento di pacchetti di tessere in poche ore, indifferenza alla cultura ed alla identità dei provenienti, spregiudicatezza totale (Broccolo fino ad una settimana prima dell’ingresso in Sel, chiedeva a nome del Prc l’assessorato alla Provincia per se stesso; Aiello cinque giorni prima del cambio di casacca, il 17 settembre, votava per il segretario provinciale del suo precedente partito). L’eruzione di buona politica, vantata dal leader nazionale, se c’è serve solo a coprire «pratiche ben diffuse nella peggiore Dc». «E’ questa la vera antipolitica», dicono i dissidenti all’indomani di un congresso provinciale che ha visto una scarna partecipazione. Ufficialmente solo il 30% avrebbe preso parte alla convention ma alcuni testimoni sono pronti a giurare che a votare sia stata la metà di quel dato. Migliore, nelle scorse settimane, è sceso di nuovo a Cosenza per presentare un altro nuovo acquisto: un giovane consigliere comunale di Mendicino, 10mila abitanti alle porte di Cosenza. Lo slogan che semina altro sconcerto tra i dissidenti: né destra, né sinistra, solo giovani. I mendicinesi non la prendono bene. Lo stesso Migliore si accorge che il suo partito non c’è. Ma Roma negano l’elenco degli iscritti a chi lo chiedeva per il congresso in un’escalation da «zero trasparenza» che ha prodotto, secondo Gaudio, la trasformazione di Sel cosentina in «lavanderia del centrosinistra».
Ora tra i duecentocinquanta s’è aperto il dibattito, le adesioni alla lettera aperta che sconfessa l’assise provinciale «drogata» sembrano destinate a crescere. Restano le domande: che ne è stato del laboratorio cosentino? Come si fa a non mandare a casa un’altra generazione di militanti di sinistra?
checchino antonini

Da Liberazione del 19 ottbre 2010

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