UNA CITTA’ A RISCHIO

Pisa, un aeroporto a conduzione militare

Manlio Dinucci

I viaggiatori che ieri pomeriggio cercavano informazioni sui voli nel sito dell’aeroporto di Pisa venivano pregati di riprovare più tardi, poiché «si sono verificati dei problemi tecnici». A provocarli non era stata una interruzione della linea Internet, ma il fatto che era precipitato al decollo un aereo militare C-130J, piombando su una vicina linea ferroviaria, e che per questo l’intero aeroporto era stato chiuso. Morti i cinque militari a bordo, ma il bilancio avrebbe potuto essere ben più grave. Spesso, infatti, i C-130 e altri aerei sorvolano a bassa quota la città di Pisa. Ciò è dovuto all’intensificata attività della 46a aerobrigata, che effettua oltre 10mila movimenti annui di velivoli militari. Se ne aggiungono oltre 40mila di velivoli civili. A dirigere l’intero traffico è il personale della 46a aerobrigata. «Il radar e la torre di controllo – sottolinea Il Tirreno (31-3-2009) – sono gestiti da militari e questo dà garanzie di affidabilità all’aeroporto, mettendolo al riparo da scioperi e interruzioni del servizio». Quello di Pisa è dunque un aeroporto a conduzione militare che, allargato al settore civile, è in continua espansione.

Il ruolo della 46a brigata è cresciuto di pari passo con l’aumento delle missioni militari all’estero. A tal fine essa è stata dotata di aerei da trasporto C-130J (versione aggiornata del C-130H) della Lockheed Martin. L’Italia è stata nel 1997, durante il governo Prodi,  uno dei primi paesi ad acquistarli: da allora ne ha ricevuti 22, al costo di oltre 60 milioni di dollari l’uno (più le spese operative). Impiegato dalla 46a aerobrigata di Pisa, questo velivolo (lungo circa 30 metri e con una apertura alare di 40) costituisce l’ossatura della componente da trasporto dell’aeronautica militare. Essa è stata la prima a impiegarlo in teatri operativi: i C-130J  trasportano  in continuazione truppe e materiali in Afghanistan, in Libano e nei Balcani. Come informa un comunicato della Lockheed Martin (17 febbraio 2009), i C-130J dell’aeronautica italiana hanno effettuato oltre 75mila ore di volo. Durante la celebrazione per il raggiungimento di questo record, che presto salirà a 100mila ore di volo, il vice-presidente della Lockheed per il programma del C-130 ha donato alla 46a aerobrigata un modello di grandi dimensioni dell’aereo che sarà posizionato nel Centro nazionale di addestramento, gestito dalla stessa Lockheed a Pisa. Su questo, sottolinea il comunicato, si basano «le forti relazioni tra l’Italia e la Lockheed Martin, ulteriormente sviluppate dalla partecipazione italiana al programma del caccia F-35 Lightning II Joint Strike Fighter».

L’aeroporto di Pisa è così divenuto uno dei principali nodi della movimentazione di personale e materiale militari. Si aggiunge a questo il fatto che lo stesso aeroporto viene usato, insieme al porto di Livorno, dalla vicina base statunitense di Camp Darby, che rifornisce le forze terrestri e aeree nell’area mediterranea, africana e mediorientale. Non è dato sapere quanti e quali sono i voli per trasportare materiali e uomini della base, ma sicuramente sono molti. Ad esempio, quando nell’agosto 2008 Camp Darby è stata attivata per l’invio di «forniture umanitarie» in Georgia, il trasporto è stato effettuato dal Fleet Logistic Support Squadron 46, che ha trasferìto nell’aeroporto di Pisa personale e aerei dalla base navale di Marietta, nello stato Usa della Georgia. Questa fu, naturalmente, presentata come una «missione umanitaria».

Nella stessa chiave viene in genere presentata l’attività della 46a aerobrigata. Ad esempio, il giornale sopracitato scrive che «il lavoro più significativo si è svolto sul fronte umanitario, in cui si è distinta la brigata aerea in maniera particolare, a partire dal gennaio 2008, quando all’aeroporto militare sono atterrati numerosi bambini afghani affetti da labiopalatoschisi, che sono stati sottoposti a interventi chirurgici e rimpatriati in collaborazione con la Croce Rossa».  Per questo un gruppo di parlamentari del Partito democratico, tra cui l’ex sindaco di Pisa Paolo Fontanelli, ha presentato al governo una interrogazione in cui si chiedono maggiori fondi per la 46a aerobrigata, «distintasi sia per l’attività svolta nei più impegnativi teatri operativi, sia per i tanti interventi a fini umanitari».

(il manifesto, 24 novembre 2009)

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