comunicato Circolo A. Tognetti

“Fanno il deserto e lo chiamano pace” (Tacito)

Abbiamo negli occhi la disperazione delle famiglie dei soldati italiani morti in Afghanistan, alle quali va tutta la nostra solidarietà.
Ma allo stesso tempo dobbiamo essere solidali con le donne, i bambini e gli uomini afghani morti in una guerra da loro non dichiarata e a cui noi stiamo partecipando sotto il comando Nato, in totale spregio del nostro mandato costituzionale. L’articolo 11 della nostra Costituzione dice che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Siamo illegalmente in quel Paese con motivazioni false e pretestuose. Ma l’illegalità di quel gesto ha ricadute nella nostra vita sociale: ogni anno in Italia vengono uccise sui luoghi di lavoro migliaia di persone a causa del non rispetto delle leggi sulla sicurezza, con le stesse logiche del profitto e del dominio sui proletari del mondo e sulle altre nazioni, con cui questo governo e i suoi alleati mantengono in piedi un governo di narcotrafficanti e alimentano un pericolosissimo focolaio di guerra, di cui i nostri soldati pagano il prezzo.
Perché siamo in Afghanistan? Quali interessi stiamo difendendo?
Non siamo lì contro il terrorismo internazionale, ma per difendere gli interessi delle multinazionali dell’energia, che vogliono accaparrarsi il territorio afghano, strategicamente importante per condizionare i rifornimenti energetici di Europa, Cina e Paesi emergenti.
Il terrorismo internazionale è il pretesto dietro al quale si nascondono le multinazionali che hanno bisogno di un nemico costruito ad arte per attaccare i Paesi ricchi di materie prime o geopoliticamente strategici.
Per queste ragioni le truppe italiane vanno ritirate subito: l’esercito italiano deve tornare ad avere il compito di difendere il nostro territorio.
Le enormi risorse economiche assorbite dal nostro impegno in questa guerra devono essere destinate alla ricerca, all’istruzione, alle produzioni di pace, alla sicurezza sul lavoro, alle pensioni, alla sanità, alle politiche di integrazione, alla lotta contro la criminalità organizzata.
La ricchezza e lo sviluppo del nostro Paese non devono fondarsi sulla guerra.

Partito della Rifondazione Comunista
Circolo “A. Tognetti”
Via Pietrasantina, 105 – P I S A

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